Fatti & Misteri

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♣ LA MORTE DI FRA’ DIAVOLO, al secolo Salvatore Ferreri.

Alcamo, 26 giugno 1947. A pochi giorni dalla strage di Portella della Ginestra, l’alcamese Salvatore Ferreri, detto Frà Diavolo, membro della banda di Giuliano, sta collaborando con la polizia per fare arrestare il bandito di Montelepre. Si trova  coinvolto in un conflitto a fuoco con i carabinieri di Alcamo tra la notte del 26 e del 27 giugno del ‘47. Il comandante lo finisce in caserma con 2 colpi di arma da fuoco. Numerosi i legami di questa storia con il boss alcamese Vincenzo Rimi, che sicuramente auspicava la sua morte.  LEGGI IL RACCONTO  -  DOCUMENTI & SENTENZE

♣ LA STORIA DI FRANCA VIOLA 

Alcamo, 26 dicembre 1965. Una bellissima diciassettenne, Franca Viola, viene rapita e violentata dall’alcamese Filippo Melodia. Dopo una settimana viene rilasciata ma decide di non procedere con il matrimonio riparatore che estinguerebbe il reato di violenza carnale. E’ il primo caso in Sicilia e in Italia. E’ la prima volta che una donna rifiuta il suo il rapitore/stupratore. Melodia viene così arrestato dai carabinieri e tante donne siciliane cominceranno a dire NO alle violenze sessuali e ai matrimoni riparatori. Questa storia porterà anche all’abrogazione del codice 544 del codice penale. LEGGI

♣ LA STRAGE DI ALCAMO MARINA

Alcamo, 27 gennaio 1976. Uccisi da un commando, due carabinieri nella casermetta di Alcamo Marina. Accusati un gruppo di ragazzi tra cui anche minorenni. Tante le stranezze. Dopo 31 anni un ex brigadiere ha ammesso che questi ragazzi furono interrogati sotto tortura. Uno di questi si impicca in carcere e dal suo diario vengono strappate alcune pagine. Riaperte le indagini a gennaio 2008.  LA STORIA- IL CONTESTO- LE LETTERE DI VESCO DAL CARCERE (leggi/scarica) - INTERROGAZIONE PARLAMENTARE 1997 - VIDEO: tg3 - blu notte - telejato

♣ LA MORTE DI GIUSEPPE TARANTOLA

Alcamo, 10 febbraio 1976. Ucciso a colpi di mitra un giovane ladro a bordo di un’auto rubata. Fu dichiarato allora che il giovane uscì dall’auto con una pistola in pugno e che i carabinieri dovettero sparare per fermarlo. Oggi un ex brigadiere ha ammesso che il giovane non era armato e che fu lui stesso a porre una pistola sull’asfalto vicino il suo corpo. LEGGI

♣ LA FAMIGLIA MAFIOSA DEI RIMI E LA POLITICA NAZIONALE

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(pagina in continuo aggiornamento e costruzione)