Le ragioni di un impegno
Lettera dell’ex assessore di Alcamo, Vincenzo Lucchese.
Non sono un politico, non lo sono mai stato, sono un poliziotto convinto che la politica sia sporca non per natura ma perché la sporcano gli uomini. Ho cercato di fare l’assessore con serietà e determinazione, partendo dal presupposto che in un settore dell’amministrazione l’assessore “fornisce l’indirizzo politico” ma deve essere il dirigente ad organizzare il personale e rendere operativi gli orientamenti proposti.
Boicottaggi interni, clientele, incapacità decisionali; assenza di professionalità o mancata applicazione della stessa, “logiche spartitorie” e servilismo, non hanno dato la giusta valenza a un grande impegno e bloccato il mio tentativo di dare un assetto più vivibile a questa città, basato su regole certe ed uguali per tutti.
Nel mio lavoro ho sempre fatto un gioco di squadra nel quale la vita di ciascun componente dipendeva dall’agire degli altri; ho trasportato questa logica all’interno dell’attività di partito, l’ho tradotta nella - lista IdV - dando a tutti la possibilità di rappresentare il gruppo in consiglio comunale e non convogliando i voti su di me come mi si chiedeva di fare; la squadra era compatta e inossidabile.
Negli anni della mia attività politica sono stati vari i tentativi di “impadronirsi del partito”, tutti respinti, proprio grazie al gioco di squadra; solo adesso, con l’aiuto delle segreterie di partito (alle quali non mi sono voluto “piegare”) sono riusciti a snaturare la vera novità rappresentata da IdV ad Alcamo.
Penso di aver perso una “partita” ma non il “campionato”; mi riferisco alla mancata possibilità di auto derminazione degli iscritti al circolo che si sono dissociati dalla presidenza di F.sco SCIACCA e non hanno riconosciuto il neo Assessore F.sco MILAZZO proprio per “gli inciuci” che li hanno visti protagonisti, realizzati con l’avvallo del Coordinatore Provinciale E. D’ALBERTI (ho avviato tutte le procedure interne al partito al fine di fare chiarezza su quanto accaduto).
Vorrei rispondere ad alcuni commenti dell’ “amico” Zagor dicendo che più volte, durante il primo mandato, ho manifestato pubblicamente le difficoltà ad operare, riferendomi alla mancata nomina del Comandante pro tempore della Polizia Municipale (promessa non mantenuta), ed alla mancanza di volontà nel regolamentare i suoli pubblici (in maggioranza abusivi) che comunque sono stati sanzionati e successivamente sanati previo pagamento del dovuto.
Nonostante le velate “minacce” alla mia persona, gli abusivi “storici” sono stati raggiunti da Ordinanza di sgombero coattivo della Prefettura, ma, a seguito del loro ricorso e la momentanea sospensiva dell’Autorità Giudiziaria, prima della sentenza definitiva, sono stati autorizzati dal settore competente (il tutto in maniera legale).
Non ho firmato alcune delibere a mio avviso non in linea con la riduzione dei costi della politica e nel primo mandato, oltre ad appaltare il piano di dettaglio del traffico urbano, ho cercato di dare un volto nuovo alla città attraverso la segnaletica orizzontale (strisce pedonali colorate e segnali sull’asfalto) ed un aumento dei controlli con l’utilizzo di nuove apparecchiature tecniche (test alcolometrici – autovelox - etc.), anche se non sempre il mio indirizzo politico veniva seguito.
La “squadra”, alle ultime amministrative, ha voluto vincolare il nostro appoggio alla ricandidatura del Sindaco (molto dibattuta), all’inserimento nel programma elettorale di un documento progettuale che riguardava una delle cinque “S” (la SICUREZZA) scritto interamente da Italia dei Valori.
Subito dopo la riconferma di Scala (a settembre), come riportato da un organo di stampa, mi sono ritrovato “con le valigie pronte”, paventandosi un rimpasto in giunta. Negli ultimi mesi, come scrive Zagor, con cadenza quasi quotidiana, lo stesso organo di stampa ha ripetutamente denigrato la mia figura, senza mai concedermi il diritto di replica e senza che il Sindaco, nonostante i miei inviti, abbia mai confermato o smentito tali notizie.
Aggiungo che nel mese di novembre, come richiestomi dalla giunta ho stilato (in pochi giorni) un “Piano di Sicurezza” che nonostante l’urgenza, non è stato a tutt’oggi, esaminato. Il piano, scritto a seguito di alcuni reati verificatisi, da attuarsi in raccordo con l’Autorità di P.S. (unica deputata al mantenimento dell’Ordine Pubblico) prevede il monitoraggio dei cittadini stranieri da parte dell’amministrazione comunale con l’obbiettivo di inserirli nel sociale, la regolarizzazione di chi lavora ed l’allontanamento degli indesiderati con passato criminale.
Inoltre, nel piano, sono contenuti alcuni provvedimenti per arginare il fenomeno del disagio giovanile, quali l’illuminazione dei luoghi di ritrovo dei giovani, la limitazione reale della vendita di alcolici dopo determinati orari con eventuale chiusura di quegli esercizi che non rispettino le Ordinanze Sindacali.
Chiudo precisando che esplicitare quanto ho scritto mi sembrava doveroso sia per i lettori di questo blog che per essere tranquillo con la mia coscienza; e vorrei rispondere a Dafne quando dice “ di sicuro, Lucchese e Milazzo sono cu…….e camicia” affermando che ciò poteva corrispondere a verità fino a quando Milazzo ha fatto un gioco di squadra e rispettato il gruppo.
Vincenzo Lucchese





Marzo 17, 2008 alle 11:04 am
Mi sembra superfluo dire: ” Ma cosa si aspettava lei?” . Voleva forse un ringraziamento?
Ad Alcamo comandano loro, fatevene tutti una ragione sia lei che lo stesso roberto e tutti quanti voi che scrivete su internet. Inutile dire, scrivere, fare. Ma per favore.
Credete che il mondo lo cambiamo partendo da Alcamo? illusi
Marzo 18, 2008 alle 10:18 pm
Non il mondo,no proprio no,quello non lo si può cambiare,ma sè ci fosse uno spiraglio di infinitesima possibilità,vorrei che cambiasse la conduzione politica di ALCAMO…..sarebbe il massimo di tutte le aspirazioni !!!!!!
Marzo 19, 2008 alle 1:52 pm
Cara anna, senza speranza non si vive. Penso proprio che il motto “chi di speranza vive, disperato muore” sia da eliminare. E’ anche vero che se tutti ci fermiamo a sperare non andremo mai da nessuna parte. Bisogna darsi da fare!!! vedremo le prossime elezioni quale casta incoronerà. Speriamo che sia una volta tanto la casta dei volenterosi e degli onesti…
Marzo 19, 2008 alle 4:38 pm
Egregio Vincenzo Lucchese, ti proclami un non-politico e sinceramente non comprendo cosa vuoi dire. Ti sei candidato a tutte le elezioni dal 2006 in poi, sembra addirittura che sei pure candidato alle comunali di Roma, cosa sei un boyscout? Almeno il linguaggio della politica lo hai appreso, in questa tua lettera ti limiti ad accuse generiche: “boicottaggi interni, clientele, incapacità decisionali,..logiche spartitorie servilismo, ecc..”, cioè dici e non dici. Credo che questi siano fatti, che se realmente avvenuti e dimostrabili, potrebbe suscitare un certo interesse per la Magistratura. Questo dovrebbe essere il discrimine fra il politico di professione e quello che avresti voluto essere, ma non ci sei riuscito a diventare. Poi sulla tua attività amministrativa non ho colto altro che buone intenzioni, mi sembra che in tre anni e mezzo avere colorato le striscie pedonali e avere commissionato l’ennesimo piano del traffico (credo che sia il quarto in circa 10 anni) nel tuo carniere ci sia pochino. Ad maiora.
Marzo 19, 2008 alle 8:27 pm
Veramente sarei più per il motto “La speranza è l’ultima a morire….”e anche io,come tè,spero che le ultime elezioni vengano vinte dalla classe degli onesti e volenterosi!