Veltroni non candiderà condannati. Papania rischia

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-(AGI) - Palermo, 2 feb. - Il segretario del Pd, Walter Veltroni, promette di non candidare persone condannate per reati gravi, come mafia e delitti contro la pubblica amministrazione. Lo ha annunciato, questa mattina, all’assemblea del partito a Palermo e, oggi pomeriggio, al comitato di “Addio pizzo”, l’organizzazione a sostegno delle vittime del racket.

-(Antonio Di Pietro dopo l’accordo con Veltroni) – Roma, 14 feb. - Ho ricevuto un impegno: non solo fare una legge con cui i condannati non si potranno più candidare, ma cominceremo noi stessi, sia l’Italia dei Valori sia il Partito Democratico, al nostro interno e a prescindere dalla legge, a non candidare più persone condannate.

-(Veltroni a Porta a Porta) - Roma,14 feb. - Non candideremo nemmeno i condannati in primo grado anche se un uomo è ritenuto innocente fino alla condanna di terzo grado.

Finalmente buone notizie. Serviva un po’ di pulizia, ma quali sono questi delitti contro la P.A.? Il Codice Penale ne elenca tanti. Troviamo infatti la concussione, la corruzione per un atto d’ufficio, l’istigazione alla corruzione, l’abuso di ufficio (vedi art.323 del codice penale) e tanti altri. Leggo su Wikipedia, e in numerosi altri articoli on line che il senatore Nino Papania, ex Margherita e ora membro del Partito Democratico, quando era assessore al lavoro in Sicilia fu condannato per abuso di ufficio e in seguito a patteggiamento, con sentenza del 24 gennaio 2002 del tribunale di Palermo, alla pena di 2 mesi e 20 giorni. Secondo l’ articolo 323 del codice penale quindi il senatore alcamese si sarebbe macchiato di un crimine contro la pubblica amministrazione e secondo l’etica del Pd di Veltroni quindi non sarebbe candidabile alle prossime elezioni. Per cultura personale cari lettori dovete sapere che patteggiando la pena anche se si dovesse cancellare il reato con la “non menzione”, un normale cittadino non verrà mai riabilitato in toto. Questi infatti non può comunque fare nessun concorso pubblico perché ha la fedina penale segnata. Un datore di lavoro ad esempio non riuscirebbe a vedere che sei condannato, ma Polizia, Carabinieri, Magistratura, Enti pubblici lo vedono sempre perché hanno accesso ad un casellario particolare. Si usa il patteggiamento solo perchè, dalle prove che si sono raccolte, colpevole o innocente, è probabile che al termine del processo verrà fuori una condanna, allora tanto vale anticiparla e godere dello sconto riconosciuto dalla legge. Nel nostro caso dunque il  senatore siciliano potrebbe essere uno dei primi non candidabili secondo questo codice etico di partito. Le liste  per le elezioni politiche vanno comunque presentate tra domenica 9 e lunedì 10 marzo. Antonino Papania comunque è già fortunato perché non compare in alcun modo nelle liste dei condannati che siedono in parlamento fatte da Beppe Grillo per la campagna “Parlamento Pulito”, ma ora il nemico numero uno sarebbe il segretario Veltroni e questo codice etico e non più le masse della cosiddetta antipolitica che si radunano su internet e nelle piazze.

Che cosa farà il senatore alcamese allora in questo arco di tempo? I possibili scenari sono: 1) Veltroni cambia idea sapendo che a volte i condannati servono più degli altri e via alle candidature di politici condannati. 2) Il senatore Papania cambia partito rifugiandosi nell’UDC, tanto il partito di Casini è pieno zeppo di indagati, condannati e arrestati per diversi reati e non si fanno molti problemi sull’etica pubblica. 3) Il senatore alcamese seguendo le orme di Norino Fratello si ritirerà dalla politica. 4) Nessun alcamese voterà il senatore [da escludere per antonomasia].  5) Nessuno si porrà il problema e tutti faranno finta di niente anche se verrà eletto. 6) un meteorite colpirà l’Italia e risolveremo il problema del parlamento pulito per sempre [forse lo scenario migliore]

 

 

21 Risposte a “Veltroni non candiderà condannati. Papania rischia”

  1. Zagor Dice:

    Non sono mai stato tenero con i giudizi su papania e su quanti come lui hanno ridotto la politica quasi esclusivamente a semplice scambio voti>favori, anche se ritengo che non sia addebitabile l’intera colpa a loro ma va equamente divisa con quanti frequentano le loro segreterie per chiedere soltanto favori personali. Sulla eventuale canditatura del “nostro” papania, tuttavia, non sono contrario, anche perchè il reato a lui ascritto non ha quella pericolosità sociale paragonabile ai reati commessi e passati in giudicato di tanti altri concorrenti. L’agone politico dovrebbe essere una palestra in cui i contendenti si dovrebbero giocare la partita adottando regole comuni; poichè queste regole non sono egualmente condivise dai partecipanti alle prosime elezioni, non ritengo giusto il sacrificio del pd a rinunciare al cospicuo pacchetto di voti dell’alcamese , quando negli altri schieramenti si vedranno candidati condannati per reati molto più gravi.

  2. Mattia Dice:

    QUI NON E’ LA TIPOLOGIA DI REATO CHE DEVE FAR RIFLETTERE MA SE QUESTO PRINCIPIO SIA GIUSTO O NO. IO SONO D’ACCORDO CHE NESSUN CONDANNATO STIA IN PARLAMENTO, DALL’ABUSO EDILIZIO ALLA MAFIA. NESSUN CONDANNATO DOVREBBE ESSERE VOTATO, SE POI QUESTI LO VOTIAMO ALLORA SIAMO SOLO NOI I DELNQUENTI.
    RESTA COMUNQUE IL FATTO CHE FARE I FURBI CONVIENE. LO STESSO DISCORSO SULLA GRAVITA’ DEL REATO GIA’ PRESENTA QUELLO CHE SIAMO. CIOE’ PIU’ MAFIOSI DI QUELLI CHE SPARAVANO E FACEVANO LE STRAGI. SIAMO NOI IL MALE DEI NOSTRI MALI. LO SCHIFO NON E’ NELLA POLITICA MA NEGLI ELETTORI

  3. girolamo Dice:

    L’abuso di ufficio da parte di un’ASSESSORE AL LAVORO

  4. girolamo Dice:

    L’abuso di ufficio da parte di un’ASSESSORE AL LAVORO è GRAVISSIMO. Avere usato una carica pubblica e abusarne per fini personali e politici è di una gravità estrema.
    Rasenta la corruzione e la concussione. Se poi lo fai per obbligare qualcuno ad avere (determinati comportamenti e attegiamenti politici) è criminale.
    Non vedo differenza tra lui e Fratello e e CASINI ha avuto il coraggio di non candidarlo.

    Roberto sono contento che risalti questo. Ti comunico che quando PAPANIA è stato accusato e rinviato a giudizio è apparsa la notizia su televideo (1999), questa è stata rimossa nell’arco di mezz’ora perchè qualcuno è intervenuto da Roma. L’indomani sulla cronaca di Trapani nonc’era NEMMENO UN TRAFILETTO (gds) mentre su qella di Palermo un trafiletto di 5 righi.

  5. Zagor Dice:

    ASPETTERO’ LE LISTE DI TUTTI I PARTITI E POI NE RIPARLEREMO, SONO CURIOSO DI VEDERE SE CASINI, VISTO CHE E’ STATO COSI’ IRREPRENSIBILE NEI CONFRONTI DI FRATELLO, CANDIDERA’ LA SELVA DI PREGIUDICATI CHE ALBERGANO NEL SUO PARTITO DEFINITO UNANIMAMENTE COME UNIONE DEI CONDANNATI, ES. CUFFARO, MELE, CESA, SODANO, DRAGO, ECC.. . PER NON PARLARE DEI PREGIUDICATI DEL PDL

  6. mario Dice:

    chiarisco che sono un fans del PD, ho tuttavia una perplessità che voglio mettere alla vostra attenzione, si tratta dell’interdizione dei condannati dal parlamento italiano,
    mi sembra che si predica bene e si razzola male, perché dalle voci che circolano, non si applica questo principio, in quanto sicuramente sarà candidato nella lista del PD per le elezione al Senato della Repubblica nel collegio della Sicilia il senatore Nino PAPANIA, il quale è stato condannato con sentenza definitiva (a patteggiato) del 24 gennaio 2002, a 2 mesi e 20 giorni per il reato di Abuso d’ufficio, in pratica quanto il Papania era Assessore al Lavoro della regione siciliana, riceveva regali in cambio di assunzioni.
    Credo che ci voglia coerenza e coraggio nelle proprie azioni, e portare fino in fono le proprie idee, se no ci si perde in credibilità.
    Saluti

  7. girolamo Dice:

    Mi sembra poco dire regali. Si parla di prestazioni ……………………. e denaro.

  8. Avv. Antonino Vitiello Dice:

    Intervengo nella duplice veste di cittadino alcamese ed avvocato dopo una attenta, articolata ed approfondita lettura degli articoli ed interventi comparsi sul blog Alcamo. It, di Roberto Scurto, che hanno suscitato in me, motivi di riflessione.
    Si tratta articoli ed interventi con i quali, a seguito delle dichiarazioni del Segretario Nazionale del PD, Walter Veltroni “Non candideremo nemmeno i condannati in primo grado anche se un uomo è ritenuto innocente fino alla condanna di terzo grado” e dell’on. Antonio Di Pietro “…..Cominceremo noi stessi, sia l’Italia dei Valori come il Partito Democratico, al nostro interno e a non prescindere dalla legge, a non candidare persone condannate”, c’è chi sostiene che il Senatore Antonino Papania, membro del PD, non sarebbe candidabile.
    Esprimo alcune riflessioni.
    Nell’anno 2000 il Senatore Antonino Papania, all’epoca dei fatti Assessore Regionale al Lavoro della Giunta Regionale Siciliana, ha patteggiato il reato di abuso di ufficio semplice (art. 323 c.p., già per altro derubricato) con pagamento della pena pecuniaria di € 3.000,00.
    Trascorsi cinque anni il Senatore Antonino Papania ha ricevuto regolare “decreto di estinzione della pena” con relativa cancellazione del reato previsto dall’art. 323 c.p. (abuso di ufficio) operata dal Tribunale.
    Trattasi della causa di estinzione della pena detta riabilitazione.
    La riabilitazione è la cancellazione dei reati dal casellario giudiziale e, pertanto, l’estinzione degli stessi.
    In campo penale, la riabilitazione è concessa quando siano decorsi cinque anni dal giorno in cui la pena principale sia stata eseguita o si sia in altro modo estinta, e il condannato, abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta.
    In altri termini, persino per la legge penale è possibile riabilitarsi e cancellare, definitivamente, dal casellario giudiziale, i reati commessi in passato.
    Questo in risposta a chi sostiene che, patteggiando la pena, anche se si dovesse cancellare il reato con la non menzione, un normale cittadino non verrà mai riabilitato in toto.
    Nulla di più FALSO, atteso che la dottrina penale insegna che “per la legge penale è possibile riabilitarsi e cancellare, definitivamente, dal casellario giudiziale, i reati commessi in passato”.
    Del poi, nonostante l’emissione del decreto di estinzione della pena con relativa cancellazione del reato di abuso di ufficio il Senatore Papania ha dato mandato, ai propri avvocati, di presentare alla Ecc.ma Corte di Cassazione una richiesta di revisione al fine di ottenere una sentenza di proscioglimento perché il reato non sussiste.
    Assoggettabili a revisione, mezzo straordinario di impugnazione, che si caratterizza per la sua idoneità a travolgere il giudicato, sono soltanto le pronunce irrevocabili con contenuto di condanna, anche se di patteggiamento.
    La ratio di tale istituto è quella di porre rimedio a decisioni ingiuste, abbattendo lo schermo della verità processuale consacrata nella sentenza irrevocabile in modo da fare emergere, tardivamente rispetto al giudicato, la verità reale.
    La revisione, peraltro, ha una ratio unidirezionale, essendo azionabile solo per fare dichiarare l’innocenza del cittadino; pertanto, opera solo a favore del cittadino.
    Quanto rassegnato è conforme al dettato del Codice Etico del Partito Democratico, approvato dalla Commissione.
    L’art. 5 del Codice Etico del PD, rubricato “CONDIZIONI OSTATIVE ALLA CANDIDATURA E OBBLIGO DI DIMISSIONI”, recita, al comma 3, che “LE CONDIZIONI OSTATIVE ALLA CANDIDATURA VENGONO MENO IN CASO DI SENTENZA DEFINITIVA DI PROSCIOGLIMENTO, DI INTERVENUTA RIABILITAZIONE O DI ANNULLAMENTO DELLE MISURE DI CUI AL COMMA 2, LETT. C)”.
    È lo stesso Codice Etico che consente la candidatura del Senatore Antonino Papania alle prossime Politiche Nazionali 2008 essendo intervenuta la riabilitazione che farebbe venire meno eventuali condizioni ostative alla candidatura, che tuttavia non esistono agendo il Senatore nel pieno rispetto dell’articolo 5 del Codice Etico, come speigherò di seguito.
    Giova, inoltre, richiamare alla mente, per dissipare definitivamente, qualsiasi dubbio che l’abuso d’ufficio semplice, per il quale il Senatore Antonino Papania ha pagato una pena pecuniaria pari ad € 3.000,00 non era un abuso di natura patrimoniale ma era consistito nell’aver fatto avviare tre persone, prima di altre tre, in alcuni cantieri di lavoro a Palermo, cantieri nei quali, sempre nell’anno 2000, nel giro di trenta giorni, furono effettuati tutti gli avviamenti.
    Ove tanto non bastasse a dissipare i residui dubbi, si ricorda che il Senatore Antonino Papania è una persona perbene, che può dare lezioni di moralità a chi si ostina a portare avanti accuse facilmente confutabili.
    È persona che si è sempre impegnata, in prima persona per cercare di risolvere gli atavici problemi che affliggono la Società, in primis, la piaga sociale della ricerca di lavoro.
    Si ricorda, a proposito, che nel periodo in cui in Senatore Papania ha rivestito la carica di Assessore al Lavoro si è battuto per l’adozione di una Legge che porta il suo nome (Legge Papania n.d.r.) volta ad affrontare e trovare una soluzione al problema del lavoro.
    E si ricorda, infine, che tutto questo risale agli anni 1999-2000!
    Ancora. L’art. 5 del Codice Etico del PD, rubricato “CONDIZIONI OSTATIVE ALLA CANDIDATURA E OBBLIGO DI DIMISSIONI”, prevede la non candidabilità di coloro nei cui confronti siano stati emessi atti e provvedimenti giudiziari per reati di mafia, di criminalità organizzata o contro la libertà personale e la personalità individuale; per un delitto per cui sia previsto l’arresto obbligatorio in flagranza; per sfruttamento della prostituzione; per omicidio colposo derivante dall’inosservanza della normativa in materia di sicurezza sul lavoro (art. 5, comma 1); sia stata disposta l’applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorché non definitive, previste dalla legge antimafia, ovvero siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze ai sensi della medesima normativa (art. 5, comma 2, lett. c).
    Sono riportati, all’art. 5, temi specifici. Nessun cenno, ovviamneto, all’abuso d’ufficio.
    Di più. Ogni sentenza di condanna fa storia solo nell’epoca in cui viene inflitta.
    Allora io, cristiano dovrei mettere in dubbio la Parola di Dio per il solo fatto che il Suo unico Figlio, Gesù Cristo, è stato condannato alla pena di morte per crocifissione.
    Dovrei pensare che quanto raccontato dai Vangeli non corrisponde alla Verità perché riporta la storia e le vicende di un Condannato?
    O Nelson Mandela, condannato dal governo del Sud Africa, recluso per decine di anni e candidato ed eletto alla più alta carica elettiva dello stato del Sud Africa, quella di Presidente dello Stato sud africano.
    O in ultimo, Gandhi, guida del popolo indiano, esponente della non violenza.
    Un’ultima osservazione si impone.
    La dottrina insegna che la sentenza di patteggiamento non ha natura giuridica di sentenza di condanna, in quanto non contiene un’affermazione esplicita della responsabilità penale dell’imputato in ordine al fatto reato contestatogli.
    Tanto basterebbe per affermare che non può, tecnicamente, parlarsi di sentenza di condanna, mancandone la natura giuridica.
    Nel 1999, circa dieci anni fa, epoca in cui risalerebbe il Fatto descritto, il senatore Papania era un giovane e coraggioso Assessore al Lavoro, e cui meriti sono, tuttora, più che riconosciuti.
    Se ha commesso un errore, quantomeno di valutazione, per questo ha pagato evitando il perpetuarsi ed evitando, come altri avrebbero fatto, sospensioni condizionali e preevnzioni.
    Ha seguito, nel tempo, con coerenza ed onestà, un percorso politico che ha permesso di ripagare i cittadini elettori facendosi interprete di una seria posizione politica ed istituzionale.
    Avv. Antonino Vitiello

  9. girolamo Dice:

    Più che un avvocato tale Vitiello mi sembra un lecchino.
    Il REATO resta grave ed è intervenuto nell’esercizio dell’attività politica
    CHE VERGOHNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  10. Zagor Dice:

    Egregio Avv. Vitiello, ci poteva risparmiare questo sermone giuridico. Siamo delle persone semplici, alla buona, scriviamo sui blog perchè abbiamo vera passione politica forse, anzi sicuramente, più dei c.d. professionisti, perchè non siamo pagati per farlo. Abbiamo assistito alle assoluzioni di personaggi politici ben più prestigiosi del suo on. papania, per qualcuno, addirittura, sarà presentata causa di beatificazione, ormai non ci impressiona più niente.

  11. robertoscurto Dice:

    Avvocato, sono contento per il senatore Papania…

  12. paolo Dice:

    CONOSCO IL SENATORE PAPANIA,
    E LO STESSO CONOSCE LA MIA POSIZIONE SUI CONDANNATI,
    ANCHE SE HANNO PATTEGGIATO.
    PER DIRLA IN MANIERA CRUDA:
    UNA PERSONA CHE HA RUBATO E’ UN LADRO,
    E TALE LO E’ ANCHE SE HA PATTEGGIATO,
    ANCHE SE NON E’ STATO CONDANNATO,
    ANCHE SE A SAPERLO DOVESSDE ESSERE SOLAMENTE LUI.
    DEVO PERO’ PRECISARE CHE
    A FRONTE DEL REATO PATTEGGIATO,
    MI RIFERISCO A QUELLO COMMESSO DAL SENATORE PAPANIA,
    CI SONO TANTISSIMI
    CHE RIVESTONO CARICHE PUBBLICHE POLITICHE E/O DIRIGENZIALI (SENATO, CAMERA, REGIONI. PROVINCE, COMUNI),
    CHE SI SONO MACCHIATI DI REATI DI GRAN LUNGO PIU’ GRAVI.
    MA CHE CIRCOLANO NELL’ENTOURAGE POLITICO
    ANCHE SE SU DI LORO SONO STATE INOLTRATE DENUNCE,
    DELLE QUALI LA MAGISTRATURA,
    DOPO BEN SETTE ANNI,
    NON HA PRESO PROVVEDIMENTI.
    E ALLORA?
    SE SI DEVE METTERE ALLA GOGNA IL SENATORE PAPANIA,
    PER UNA QUESTIONE DI EQUITA’,
    BISOGNEREBBE PARTIRE DAI REATI PIU’ GRAVI,
    PER POI SCENDERE GIU’ GIU’
    FINO A QUELLI CHE NELLA SCALA DEI VALORI DI REATO
    OCCUPANO IL GRADINO PIU’ BASSO,
    IL SOLO GRADINO
    OVE SI POTREBBE COLLOCARE IL SENATORE PAPANIA.
    PAOLO di ALCAMO (ALCAMESE COME L’AVVOCATO VITIELLO, COL QUALE NON SONO AFFATTO IN SINTONIA: NON SONO MAI STATO CORTIGIANO),

  13. mirabellone Dice:

    Caro Roberto,
    se controllila lista dei candidati del Pd, troverai (come 3° nome al senato siciliano) il nome di Papania (dopo Ignazio Marino ed Enzo Bianco).

    Mi puoi confermare che sia il Papania in questione oppure un omonimo?

    http://www.corriere.it/politica/08_marzo_03/lista_senato_de190c92-e960-11dc-9255-0003ba99c667.shtml

  14. robertoscurto Dice:

    confermo. non è affatto un omonimo.

  15. ciro Dice:

    Il problema delle scelte sui nomi dei candidati in realta’ non lo stanno facendo su chi e’ stato condannato o meno, ma su chi e’ gradito o meno dal vertice romano del pd, che muovendosi sullo stesso e identico stile dell’ex urss e dei membri del politburo, fa eleggere, tra enfasi e gioia, candidati fantocci del volere centrale, che devono la loro ascesa al loro leader veltroni, persona cinica e spregiudicata.
    Il Pd fino ad oggi non ha ancora una vera struttura, ne tantomeno si riesce a capire cosa voglia fare, o dove voglia andare.
    In questo stato di cose, non ha senso proseguire questa esperienza, poiche’ all’interno del pd non vi e’ un vero sistema democratico, che vede la base realmente coinvolta.
    Quindi alla luce di quanto detto, mi sembra giusto e ovvio volgere lo sguardo al gruppo della Rosa Bianca, che si muove nella direzione del centrosinistra, poiche’ le persone che vi fanno parte, muovono dal centro alla sinistra

  16. ciro Dice:

    i vertici del partito democratico della campania sono passati in blocco al gruppo ROSA BIANCA
    invito i vertici della Sicialia a fare altrattanto

  17. giu97 Dice:

    Papania è Candidato vai sul mio sito:http://wwwgiu97.blogspot.com/search/label/ALCAMO%20PAPANIA%20%C3%A8%20CANDIDATO%20GUARDATE
    vacci ce la foto del suo volantino ciao

  18. maya Dice:

    per l’avv vitiello

    basta non se ne può più.
    non se ne può più di riferimenti ai vangeli, a cristo, alla religione.
    non sono credente ma ho nausa di quelli che sfruttano gesù cristo per i loro scopi. abbiete decenza e rispetto per chi crede.
    nelson mandela è stato condannato da un governo di certo NON democratico che NON garantiva i basilari diritti dell’uomo.
    e non scomodi gandhi per nino papania.
    noi gente genuinamente appassionati alla politica perchè appassionati al bene comune
    poco ce ne importiamo di certi cavilli giuridici, o della giurisprudenza…
    a prescindere dalle vicende giudiziarie sappiamo bene, per chi vive in sicilia, o vi ha vissuto fiino a poco tempo fa, quale serbatoio di voti dia certa politica, l’art 23 e le coperative.
    avete rovinato un contesto già in agonia.
    gli uffici pubblici, le scuole ecc sono pieni di incompetenti che non hanno nessuna voglia di lavorare.
    SI PORTANO ANCORA I FERRI O LE CARTE PER PASSARE IL TEMPO?
    spesso sono posti di lavoro inesistenti, in altri casi posti di lavoro che spettavano a qualcuno vincitore di concorso pubblico. COME RECITA LA COSTITUZIONE.
    basta con questo assistenzialismo.
    vogliamo nuovi posti di lavoro. lavoro reale che nasca dallo sviluppo economico.
    VIA la mafia e i politici incapaci o poco onesti, e a quel punto forse le cose cambierebbero veramente: gente non più ricattabile dalla necessità e dal bisogno di un lavoro.
    una comunità non più piegata dallon stato di necessità cresce sotto tutti i punti di vista.
    direi che papania, anche se rientra nel “codice etico” del pd e ottiene piena riabilitazione GIUDIZIARIA, non abbia motivi per dormire con la coscienza tranquilla.

  19. Zagor Dice:

    Maya, condivido in toto il tuo grido di sdegno. Proprio da credente sono schifato da quanti si ergono, in campagna elettorale a “defensor fidei”; persino squallidi opportunisti come l’elefantino ferrara, da sempre dichiaratosi ateo, indossano il mantello dei crociati, basta!Cacciamo i mercanti dal Tempio! Non mi sento per niente rappresentato da questi “sepolcri imbiancati”; adesso si sciaquano tutti la bocca con fasulle promesse di difendere i valori (ma almeno sanno quali sono?) e la famiglia, dopo avere contribuito proprio loro a distruggerli. Non sono disposto come cattolico a barattare il mio voto con persone così false. Neanche ai tempi della vecchia DC si è mai assistito a tanta vergogna, c’era maggiore rispetto per la laicità dello stato e delle istituzioni.

  20. alessandro Dice:

    Quando si fa politica seriamente, si rischia giornalmente di fare errori anche involontariamente. Nel caso del senatore papania, non mi sembra di poterlo includere tra coloro che hanno patteggiato pene per mafia od altro ma tra coloro che hanno dato la possibilità a migliaia di giovani e meno giovani della provincia di trapani, di inserirsi nel mondo del lavoro. Se poi i giovani non hanno saputo sfruttare le occasioni date da leggi regionali emanate dal governo di cui faceva parte il senatore papania (vedi borsa di autoimpiego di € 40.000), non è certo colpa di nessuno. Nessun santo ti porta un posto di impiegato a casa. devi solo cercartelo. L’unica cosa che voglio dire per chiudere questa mail è “in cambio di scrivere cose inutili su politici che hanno portato benefici sia ad alcamo che nell’intera provincia”, provate a candidarvi e se ci riuscite ad essere eletti. Solo così capirete cosa vuol dire impegnarsi nel sociale, servire la città, i cittadini e rendersi utile nella vita.

  21. robertoscurto Dice:

    TRATTO DAL LIBRO ” SE LI CONOSCI LI EVITI” DI MARCO TRAVAGLIO E PETER GOMEZ, uscito da poco:

    Papania Antonio:
    Ex Margherita, il 24 gennaio 2002 ha patteggiato davanti al gip di Palermo una pena di 2 mesi e 20 giorni
    di reclusione per abuso d’ufficio. La vicenda risale al 1998. Papania, all’epoca assessore regionale al Lavoro, venne coinvolto
    in un’inchiesta condotta dalla Procura di Palermo su una compravendita di posti di lavoro. Secondo i magistrati, alcuni
    esponenti di un sindacato, il Failea, avevano promesso assunzioni a quindici ex detenuti in cerca di lavoro in cambio di somme di denaro che arrivavano fino a 3 milioni di lire. Per le assunzioni i sindacalisti si sarebbero rivolti a pubblici ufficiali e politici.
    A Papania, che aveva dato lavoro a disoccupati privi dei titoli richiesti dalla legge, i pm avevano contestato il concorso esterno
    in associazione a delinquere e l’abuso d’ufficio. La prima accusa è stata però archiviata dal gip. Secondo gli investigatori,
    Papania era stato contattato dall’organizzazione, guidata da Francesco Paolo Alaimo, arrestato, per ottenere l’inserimento dei
    disoccupati. In un’intercettazione ambientale Alaimo parlava con un altro indagato di una percentuale del 3 per cento da pagare
    a Papania solo quando fosse riuscito «a far traghettare i soldi gestiti dalla Regione a un’associazione costituita appositamente
    suggerita dal politico». Secondo Papania però non vi fu mai nessuna promessa di tangente. L’indagine ha riguardato piani di
    inserimento professionale, cantieri di lavoro, lavoratori socialmente utili, precari tante volte scesi in piazza per sollecitare
    assunzioni, scatenando proteste con incidenti.

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