Franca Viola

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Nel bene e nel male Alcamo (TP) è sempre stata al centro del mondo. Nel  gennaio 1966 balza agli onori della cronaca con una storia incredibile che non rappresenterà soltanto una brutta vicenda per fortuna a lieto fine ma una vera e propria rivoluzione culturale e morale. E’ la storia di Franca Viola, una semplice diciassettenne alcamese molto bella e dai lineamenti fini. La sua bellezza non passa inosservata e anche il tipico guappo della zona si invaghisce di lei. Si chiama Filippo Melodia, tipo non proprio raccomandabile, che viene rifiutato continuamente da Franca nonostante la sua insistenza. Nel giorno di Santo Stefano del 1965 stanco dei “no” ricevuti decide di passare all’azione. Con l’aiuto di 12 amici riesce a rapirla e a condurla in un casolare fuori Alcamo. La giovane ragazza venne violentata, nascosta e segregata per più di una settimana. Solo il 2 gennaio del 1966 dopo che è stata liberata, torna finalmente a casa. Può sembrare un rapimento insolito ma è tristemente comune in quegli anni. La pensata di Melodia era semplice: ” la rapisco, la violento, la sposo, perché così il matrimonio riparatore risolverà  il problema del rapimento e dello stupro “. Che vili ragionamenti direte voi. In realtà la morale del tempo è parecchio diversa dall’attuale e considera normale tutto ciò. Una ragazza uscita da una simile vicenda, ossia non più vergine, o si faceva sposare dal suo rapitore, salvando l’onore suo e quello della sua famiglia, oppure sarebbe rimasta zitella ed additata come “donna svergognata”. Verrebbe da dire che la morale degli anni sessanta era amorale ma in realtà anche lo Stato Italiano la supportava nel codice penale. Il vecchio articolo 544 (abrogato solo nel 1981) ammetteva il “matrimonio riparatore”, considerando la violenza sessuale come un oltraggio alla morale e non alla persona. L’accusato di delitti di violenza carnale, anche su minorenne, avrebbe avuto estinto il reato nel caso di matrimonio con la persona offesa. Insomma Melodia aveva la legge dalla sua parte e soprattutto la tradizione. Mai nessuna ragazza si era ribellata a tale sistema. La nostra storia evolve però diversamente. Il padre della ragazza, Bernardo Viola, già durante il rapimento era stato contattato dagli amici di Melodia e astutamente aveva finto il suo consenso. Questi non potevano sapere infatti che i carabinieri di Alcamo erano già stati avvertiti della vicenda.  Così quando il rapitore rientrò in paese, con i suoi amici e la giovane donna, tutta la banda fu arrestata. Ora bisognava sapere però cosa voleva fare Franca. Il giorno dopo quando ormai tutti erano dietro le sbarre il padre parlò con la figlia. “Non lo voglio sposare, non lo voglio sposare ” rispondeva sicura Franca Viola.  “Fai bene. Tu metti una mano e io ne metto cento“. Furono le parole del padre insieme al tantissimo coraggio della ragazza che cambieranno per sempre quella pseudo moralità di cui parlavamo prima. Alla vicenda seguirono purtroppo intimidazioni alla famiglia, forti polemiche in tutta Italia e numerose interpellanze parlamentari. Filippo Melodia verrà condannato a 11 anni di carcere, ridotti a 10 anni di soggiorno obbligato fuori dalla Sicilia e morirà di lupara nel 1978 quando ormai Franca sarà diventata il simbolo del coraggio delle donne contro le  violenze sessuali e contro i matrimoni riparatori. Tantissime donne dopo di lei in Sicilia diranno sempre più spesso no. La Sicilia e non solo era cambiata grazie a una giovane alcamese. Nel 1968 Franca si sposerà felicemente con un ragazzo alcamese e anche l’allora presidente della repubblica Saragat manderà un regalo di nozze a nome degli italiani. La coppia inoltre fu ricevuta anche da Papa Paolo VI in udienza privata. La vicenda di questa donna coraggiosa fece talmente scalpore che nel 1970 dalla sua storia fu tratto un film del regista Damiano Damiani intitolato “La sposa più bella“. A distanza di quarant’anni da quello che lei definisce “il fatto accaduto”, ad una giornalista ha dichiarato: “Non ho fatto niente di straordinario, ho solo dato ascolto al mio cuore”.

Fonti: wikipedia, memori.it

3 Risposte a “Franca Viola”

  1. Marcello Dice:

    Una siciliana di cui essere fieri. So che ci sono state altre donne come lei, lei di sicuro è la più famosa perchè allora la stampa si interessò molto. Resta comunque di fatto una persona speciale che ha segnato insieme ad altre un’epoca fatta di violenza e maschilismo.

  2. seddik Dice:

    Roberto, il tuo viaggio nel passato si arricchisce.- Franca Viola fù presa a simbolo del movimento per l’autodeterminazione dei diritti della donna.- Le vergognose leggi dello stato che consentivano al marito di giustiziare la moglie (delitto d’onore), e di sottrarsi alla legge dopo aver sequestrato e stuprato la donna che poi doveva essere moglie e madre, vennero poi cancellate dai codici ma non dalla memoria di chi fù vittima.- Ciò era consentito in Italia appena 40anni fà.- Fai bene a rivistare nei cassetti della memoria.- Un unico impegno per tutti.- MAI PIU’.-

  3. Luck Liuk Dice:

    tanto tempo è passato ma alcuni elelmenti di tale amoralità sono rimasti. Non solo in Sicilia ma anche in Italia. La storia continua, spero che tu roberto possa continuare a parlare degli ultimi 50 anni di storia alcamese e siciliana. sto scoprendo cose davvero interessanti. In bocca al lupo

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