Giangiacomo Ciaccio Montalto

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Tutti conoscono Falcone e Borsellino. Pochi però un’altra delle vittime illustri di Cosa Nostra. Stiamo parlando di Giangiacomo Ciaccio Montalto, sostituto procuratore della repubblica di Trapani. Oggi si celebra l’anniversario della sua morte. Sono passati 25 anni da quel terribile 25 gennaio 1983. Ciaccio Monatalto era un magistrato diverso dai colleghi.  Riusciva a capire da un singolo omicidio o da una lite in famiglia come stavano cambiando gli equilibri tra le diverse famiglie mafiose della sicilia occidentale. Lo chiamavano la memoria storica della procura di Trapani. Era bravo perchè fiutava i soldi dei boss nei conti bancari e da questi scopriva le attività dei mafiosi e le relazioni con l’imprenditoria e la politica. Cercava sempre a monte Ciaccio Montalto, non si accontentava dei pesci piccoli. Era speciale perchè lavorava a stretto contatto con le forze dell’ordine in strada, tra arresti e perquisizioni.  Aveva un intuito che unito alla sua tenacia e al suo modo di fare rapido, irruento e un pò burbero lo portavano spesso a notevoli successi. Ma non cercava fama, faceva sempre e solo il suo dovere. Era bravo il sostituto procuratore di Trapani ma per molti anche troppo. Fu ucciso il 25 gennaio 1983 in modo brutale. Si colpì infatti un uomo solo che viveva in quel periodo lontano anche dagli affetti dei suoi familiari. Il magistrato fu eliminato a colpi di pistola proprio davanti la sua villetta a Valderice. L’auto non era blindata e non possedeva nemmeno la scorta. Rimase crivellato di colpi tutta la notte nonostante la zona un cui venne ucciso era ad alta densità abitativa. Nessuno ebbe il coraggio di andare a soccorrere il giudice o di chiamare almeno le forse dell’ordine per riferire degli spari. Il suo corpo verrà ritrovato solo la mattina del 26 gennaio sui sedili della sua auto. Inoltre il povero magistrato dovette affrontare anche le malelingue di gente stupida e forse anche ignorante. Si parlava di donne e di una presunta doppia vita del giudice. Fu dimostrato che era tutto falso.

Si è saputo recentemente da un pentito di mafia che  questo omicidio doveva essere fatto 7 anni prima, tanto era scomodo il magistrato alla cupola guidata da Totò Riina. Storicamente questo fu un evento  strategico. Era la prima volta  che la mafia trapanese decideva di uccidere un uomo dello stato.  Indagava anche ad Alcamo Ciaccio Montalto ed era convinto che vi fosse nel territorio alcamese una delle più grosse raffinerie di droga del mondo. E infatti c’è ma verrà scoperta dopo. C’è anche un altro fatto curioso che riguarda sempre Alcamo. Mariano Agate, capo madamento di Mazara del Vallo, allora detenuto nel 1982 in  carcere, passò un giorno in un corridoio e rivolgendosi a  un mafioso alcamese, Giuseppe Ferro, disse: Ciaccino arrivau a stazione

Ecco un video tratto dalla puntata di Blu Notte: “Trapani, coppole e colletti bianchi”:

http://www.youtube.com/watch?v=lA6D5z_s11A

 

 

3 Risposte a “Giangiacomo Ciaccio Montalto”

  1. Luca Dice:

    Ho visto il video dopo aver letto quello che hai scritto. Non lo conoscevo proprio. Un uomo che poteva rendere migliore la nostra Sicilia e la nostra Italia.
    Riposa in pace anche se sono ormai passati 25 anni. Ciaccio Montalto spero riviva in altri magistrati che sempre nella provicia di Trapani devono affrontare ogni giorno la mafia. Ciao Ciaccio Montalto, uomo giusto e onesto lavoratore.

  2. ale Dice:

    Ciaooo,sto cercando di sviluppare un blog giornale in cui gli articoli sono scritti dai blogger WordPress (o al limite se non hai tempo posso scriverti io un’articolo prendendolo dal tuo blog e rimandandolo al tuo blog…).
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    Se ti va uno scambio link col blog giornale contattami pure.
    ti ringrazio anticipatamente e a presto

  3. caterina Dice:

    Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione? (cfr. Os 13, 14). Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge. Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!

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