Il Papa resta a casa
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“Il Vaticano ha ritenuto opportuno soprassedere alla visita del Papa all’università la Sapienza a seguito delle ben note vicende di questi giorni”. Lo annuncia un comunicato della sala stampa vaticana. ”Il Santo Padre - si conclude il testo - inviera’, tuttavia, il previsto intervento”.
ECCO CASA HA FATTO INFURIARE MOLTI DOCENTI E STUDENTI DELLA SAPIENZA. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un’affermazione di Feyerabend: “All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto”.
SPIEGATEMI PERCHE’ NON INVITARLO E DISCUTERE ASCOLTANDO TUTTE LE POSIZIONI SUL TEMA. LAICITA’ NON VUOL DIRE A TUTTI I COSTI ZITTIRE LE POSIZIONI DELLA CHIESA, ANCHE SE POSSONO RISULTARE TALVOLTA FUORI LUOGO. IO SONO PER LA DEMOCRAZIA E LA LIBERTA’ DI OPINIONE. TUTTI POSSONO DIRE COME LA PENSANO, E TUTTI POSSIAMO DIRE: “NON SONO DACCORDO!”. SENZA DUBBIO UN ERRORE GRAVE DA PARTE DI PROFESSIONISTI E DI GENTE DI CULTURA. IL PAPA ANCHE PER I NON CATTOLICI O PER CHI PROFESSA ALTRI CULTI PUO’ RAPPRESENTARE UN UOMO CHE PUO’ ARRICCHIRCI CON QUELLO CHE DICE. NON SONO ASSOLUTAMENTE FAVOREVOLE AL FATTO CHE UOMINI DI SCIENZA NON SI CONFRONTINO CON CHI HA UNA VISIONE DEL MONDO DIVERSA.



Gennaio 15, 2008 alle 6:43 pm
Sai che ti dico , oberto, che Benedetto ha fatto male.
Doveva andare là, fare il suo discorso (peraltro un relatore tra i tanti e non certo il principale) e impedire a questi FASCISTI (chiamiamoli con il loro nome) di farsi ragione con la violenza (per il momento solo verbale).
Se analizziamo bene la situazione infatti, notiamo che la famosa frase di (peraltro estromessa dal suo contesto originario e cioè il dibattito TRA INTELLETTUALI sul caso Galileo nella cornice più ampia della crisi della fede nella scienza) è solo una scusa per nascondere la vera motivazione: IL PAPA NON DEVE PARLARE PERCHE’ ESPRESSIONE DI UN PENSIERO CONSERVATORE E RETROGRADO (parole di Asor Rosa)
In pratica: siccome non mi piace come la pensi, e ritengo il tuo un pensiero pericoloso, tu non devi parlare.
A questo punto avevano ragione anche gli studenti fascisti fiorentini che impedirono a Salvemini e Calamandrei di tenere lezione.
Contestare si può quanto si vuole, ma impedire di parlare è inaccettabile. Mi stupisce che dei prof che si ritengono civili abbiano portato avanti una gazzarra simile.
In realtà credo che l’unica vera motivazione del papa nel rinunciare alla visita è questa: ha voluto evitare che questi FASCISTI ROSSI trovassero una scusa per passare dalla violenza verbale a quella fisica.
Gennaio 15, 2008 alle 7:34 pm
La verità è che questi palloni gonfiati degli intellettuali italiani stanno diventando più integralisti dei talebani. Si stanno arroccando, poveri ormai di ogni ideologia politica e filosofica, a difesa del loro presunto sapere. La rinuncia del Papa io la condivido, la sua presenza sarebbe stata il presupposto per le solite bande di idioti di scatenare il putiferio, si sarebbe potuto pagare un prezzo alto per garantire l’ordine pubblico.
Gennaio 15, 2008 alle 7:52 pm
Personalmente sono contento della contestazione, e come al solito, se viene contestato un politico è possibile, quando contesti il papa è un’eresia. Il fatto di avere il papa in mezzo all’italia ci rende uno dei paesi più retrogradi dell’europa, sensa la possibilità di stare al passo scientifico degli altri paesi del mondo per via delle sue ipotesi morali che hanno la valenza critica del processo a Galileo se vogliamo rimanere in tema. Coltivando una cultura della discriminazione e dell’emarginazione del diverso è inevitabile che si venga discriminati ed emarginati, che si venga contestati come ogni persona che parla ed esprime le sue idee…
Portruppo il papa non si può contestare, perchè lui ha sempre ragione, lui è sempre mosso da buoni sentimenti… Non capisco perchè fate leva sulla violenza, non ci sarebbe stata, non è stato un fatto di sicurezza, ma di immagine, perchè far sapere al mondo che il papa viene contestato a casa sua non come di una buona cosa.
In ultimo l’apertura dell’anno accademico è un avento che coinvolge sia laici che cristiani, e se io laico, non ho voglia di sentire le stesse tiritere che la cristianità porta avanti da millenni, ho il diritto di farlo senza rinunciare ad un evento che mi coinvolge. Se il papa fosse andato alla sapienza in una occasione differente, una conferenza o un dibattito sulla pena di morte avrebbe avuto un senso, perchè chiunque poteva scegliere se andare ad ascoltare o meno le sue parole, ma l’apertura dell’anno accademico è una cosa che riguarda tutti, e che da tutti deve essere decisa.
Gennaio 15, 2008 alle 9:22 pm
Il Papa si può contestare (tanto è vero che la manifestazione che avevano chiesto occupando il rettorato è stata concessa)
Quello che non sopporto è il fatto che questi 67 “scienziati” volevano che LUI NON PARLASSE.
Un conto è dissentire (è questo lo hanno potuto fare, mi pare che nessuno glielo abbia vietato) un conto è IMPEDIRE il diritto alla parola (non del Papa, ma di chiunque)
Gennaio 16, 2008 alle 4:22 pm
Vorrei dire a Riccardo che se l’Italia versa in queste condizioni pietose, se si trova agli ultimi posti in tutti gli indici, specialmente in quelli che riguardano il sapere, non credo che sia colpa del Papa. Piuttosto ascoltando e vedendo chi ferquenta le nostre università, e da ieri ne è stato trasmesso un bel campionario, mi rendo conto che le nostre università, ancora più di quando le frequentavo io, sono parcheggi di gente che ha più di 30 anni ed è rimasta a farvi le muffe, che non è capace di affrontare la realtà che è cambiata, che ormai svanito il sogno della rivoluzione non riescono a trovare una collocazione nella storia, e tramontato il marxismo-leninismo innalzano la scienza ad ideologia. Per non parlare dei professoroni, degli scienziati del nulla, che hanno l’unica preoccupazione di far fare carriera alle mogli, alle amanti ed ai figli, invece di inculcare il sapere “laico” agli studenti. Capisco le loro paure, non è facile reggere il confronto con chi la cultura del sapere, quello universale, è capace di trasmetterlo.
Gennaio 16, 2008 alle 11:53 pm
Scasate: sono ignorante ma la nostra Italia ha origine cattolica o laica?
Perche’ se noi veniamo da una generazione millennaria di cattolici credo proprio che questi docenti universitari farebbero bene ad andarsene nei paesi laici.
Se siamo di origine laica, loro hanno ragione,allora sapete cosa possiamo fare ci trasferiamo noi papa compreso, in un paese cattolico e cosi loro finalmente potranno sciare nella cacca che hanno creato in italia.
Gennaio 28, 2008 alle 11:19 pm
A ritardo… avevo perso le risposte al mio commento, a ritardo, meglio così è a freddo.
Purtroppo, chi critica il papa è comunista, figlio di una generazione che non riesce a trovare i propri valori. Fino a quando non si abbandonerà questa tendenza a vivere di stereotipi non si andrà avanti, si rimarrà sempre maggiormente indietro. Non riesco a comprendere come si possa accusare la classe intellettuale italiana di portare allo sbando il paese, visto che è noto quanto questa sia esigua in italia. Vi è la stessa follia nelle parole dei militanti cattolici che voi giustamente o meno trovate nelle parole dei docenti della sapienza, che semplicemente e in modo democratico avevano espresso la volontà di impostare l’apertura dell’anno accademica in modo diverso, con un colloquio e contraddittorio e non con le parole di chi per un laico è semplicemente il capo di uno stato straniero che poco ci manca neanche esiste sulla carta, ma che è unicamente ideologico (per chi non crede ovviamente).
Quando dico la chiesa è stata la rovina dell’italia mi riferisco proprio a questo fenomeno, di come persone che vivono nello stesso stato (l’italia) siano frantumate e divise in maniera così radicale dal pensiero cattolico. Senza alcuna possibilità di mediazione in virtù dell’alone divino che circonda questo pensiero, alone mistificato da alcuni e visto per fede da altri. E quando il pensiero cattolico influisce sulle cose dello stato questo è vissuto dalle persone laiche come una ingerenza insopportabile, come un vero e proprio sopruso, e penso che qeusto sopruso contro oramai gli italiani laici si sono dovuti trovare a combattere (aborto, pax, staminali etc.). Infine ritengo che oltre ad essere mistificatorio e ideologizzante ritenere chiunque non abbia fede nel papa comunista e figlio dello sbando, privo di morale e carità sia il punto di rottura fra laici e cristiani, in quanto il cattolico medio si rivolge a un laico con un insopportabile paternalismo, di chi si poggia su una cultura che ha alle spalle secoli di esperienza, ma che al giorno d’oggi si scontra con la realtà delle cose, che della forma di Dio ha ben poco. E i givoani che sono giudicati comunistoidi drogati e viziati sono semplicemente persone coraggiose, che hanno abbandonato le colonne e le loro radici, che sentono oramai non più poggiate su terreno fertile, per la ricerca di nuovi terreni, ricerca che non è sicuramente destinata al successo, ma che è mossa da un sincero desiderio di cambiamento.