Forleo scortata per forza

Ottobre 31, 2007
La scorta al giudice milanese Clementina Forleo è stata confermata nonostante il gip avesse comunicato la rinuncia. La decisione è stata presa dal Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza. Ma il magistrato replica: “Non mi possono costringere alla scorta”. E dopo le ripetute denunce del magistrato sulle intimidazioni ricevute “dal mondo delle istituzioni”, la prima commissione del Csm ha chiesto a Mancino di aprire un fascicolo. A stretto giro la replica: “Sono pronta ad essere sentita”.

Alcamo: "Piazze Pulite" dai giovani pusher

Ottobre 30, 2007
L’hanno chiamata, non a caso, operazione «Piazze Pulite». Perchè è per strada, in una piazza, che i poliziotti del commissariato di Alcamo hanno «incastrato», sorprendendoli, quattro giovanissimi, tutti incensurati, che svolgevano l’attività di pusher, spacciatori di marijuana, cocaina e ecstasy. Insospettabili gli spacciatori arrestati: Francesco Asta, 18 anni, alcamese, muratore; Filippo Coraci, 18 anni, alcamese, disoccupato; Salvatore Pirrone 18 anni, alcamese, studente; A.F., 17 anni, alcamese, studente. Particolarmente inquietante si è rivelata essere agli occhi dei poliziotti la capacità organizzativa dei giovanissimi spacciatori arrestati, due dei quali, per non fare insospettire i genitori a casa, si erano procurati la disponibilità di un immobile dove custodivano lo stupefacente da spacciare ed il denaro che ricavavano dalla vendita. All’interno di tale abitazione, venivano infatti rinvenute numerose compresse di ecstasi, marijuana e circa tremila euro in contanti.

Aggiornamenti: La Magistratura che vuole lavorare

Ottobre 30, 2007
CLEMENTINA FORLEO RINUNCIA ALLA SCORTA PER IL COMPORTAMENTO DI CERTI CARABINIERI CON IL COMPITO DI PROTEGGERLA
Nella missiva indirizzata al Prefetto in cui rinucia alla scorta, il magistrato se la prende direttamente con i carabinieri e spiega di aver deciso di rinunciare alla scorta avendo rilevato “protratte condotte omissive e attive di taluni esponenti dell’Arma”. Secondo il magistrato proprio il comportamento di alcuni soggetti la portano a ritenere non più idonea la sua tutela di fronte “a pericoli che ritengo di poter correre non risultandomi attacchi dalla piazza ma da esponenti istituzionali”. Poi una battuta: “Non ho bisogno di un taxi gratuito dallo Stato”.
TRE ORE DI AUDIZIONE PER LUIGI DE MAGISTRIS DAVANTI LA CORTE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA
Il pm avrebbe parlato di una concatenazione di eventi che dimostrerebbero dei tentativi di sottrargli l’inchiesta da un paio d’anni, riservandosi di corroborare le sue affermazioni con una serie di documenti che ha già inviato alla procura di Salerno e che entro il 10 novembre farà arrivare anche al Csm. Quanto ai suoi rapporti con la stampa, il pm ha innanzitutto chiarito di essersi dovuto esporre pubblicamente nel momento in cui gli è stato chiaro che non era possibile toccare gli intrecci tra pubblica amministrazione e affari. E ha confermato i suoi sospetti sul procuratore capo Mariano Lombardi che avrebbe informato il senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli di una perquisizione a suo carico nell’ambito dell’inchiesta Poseidone. Come pure avrebbe ribadito i suoi dubbi sul procuratore aggiunto Salvatore Murone, anch’egli amico di Pittelli. Anche a questo proposito il magistrato ha annunciato che manderà al Csm una consulenza che dimostrerebbe la fuga di notizie sull’inchiesta e che è già stata consegnata alla procura di Salerno.
Ai consiglieri del Csm, il magistrato avrebbe anche parlato delle varie avocazioni di inchieste subite, compresa quella più recente sulla Why not, contro la quale ha presentato ricorso alla procura generale della Cassazione.

Numeri poco santi (3): L’otto per Mille

Ottobre 28, 2007
TERZA PUNTATA - Con prudenza e realismo si può stabilire che la Chiesa cattolica costa ai contribuenti italiani almeno quanto il ceto politico. Oltre quattro miliardi di euro all’anno, tra finanziamenti diretti dello Stato e degli enti locali e mancato gettito fiscale.
Il meccanismo dell’otto per mille sull’Irpef, studiato a metà anni Ottanta da un fiscalista all’epoca “di sinistra” come Giulio Tremonti, consulente del governo Craxi, assegna alla Chiesa cattolica anche le donazioni non espresse, su base percentuale. Il 60 per cento dei contribuenti lascia in bianco la voce “otto per mille” ,ma, visto che tra le voci di scelta la Chiesa ne occupa un terzo con diverse sfumature, la Cei si accaparra quasi il 90 per cento del totale.
OVVIAMENTE NESSUNO METTE IN DUBBIO CHE QUESTI SOLDI AIUTANO I SACERDOTI IN GIRO PER IL TERZO MONDO E CHE ABBIANO UN RITORNO SOCIALE DATO ANCHE IL PENOSO WELFARE ITALIANO MA…
Su cinque euro versati dai contribuenti, la conferenza dei vescovi dichiara di spenderne uno per interventi di carità in Italia e all’estero (rispettivamente 12 e 8 per cento del totale). Gli altri quattro euro servono all’autofinanziamento. Prelevato il 35 per cento del totale per pagare gli stipendi ai circa 39 mila sacerdoti italiani, rimane ogni anno mezzo miliardo di euro che il vertice Cei distribuisce all’interno della Chiesa a suo insindacabile parere e senza alcun serio controllo, sotto voci generiche come “esigenze di culto”, “spese di catechesi”, attività finanziarie e immobiliari. Inoltre una descrizione accurata dei criteri utilizzati di sicuro non farebbe male.
UNA PROPOSTA X LA CEI: Perché non svolgere l’allocazione dell’ 8 per 1000 in totale trasparenza? Nessuno potrebbe più pensar male?


Mastella nel registro degli indagati

Ottobre 28, 2007
Il Guardasigilli Clemente Mastella è stato iscritto a Roma nel registro degli indagati per le ipotesi di reato di abuso d’ufficio, finanziamento illecito dei partiti e truffa. Si tratta delle stesse ipotesi di reato giá formulate a Catanzaro dal pubblico ministero Luigi De Magistris prima che l’inchiesta gli venisse tolta con l’avocazione da parte della Procura generale di Catanzaro. Gli atti dell’inchiesta sono arrivati a Roma per essere visionati dal capo della Procura Giovanni Ferrara, il quale, dopo averli esaminati, dovrà trasferirli al tribunale dei ministri che esaminerà la posizione del Guardasigilli.

Numeri poco santi (2): Alberghi e ICI

Ottobre 27, 2007
La Chiesa non paga l’imposta sui fabbricati appellandosi ad una legge del ‘92 ma la Cassazione la giudica illegittima e l’Ue ha messo l’Italia sotto processo.

La legge del ‘ 92 sulle esenzioni dall’Ici è stata giudicata illegittima dalla Cassazione, che nel 2004 l’ha così corretta: sono esenti dall’Ici soltanto gli immobili che “non svolgono anche attività commerciale“. La sentenza, come la precedente esenzione, si applicava a tutti i soggetti interessati. Oltre alle proprietà ecclesiastiche, non solo cattoliche, anche alle Onlus, ai sindacati, ai partiti, alle associazioni sportive e così via. Ma l’unica reazione furibonda è arrivata dalla Cei: “Una sentenza folle”. Perché? Forse perché è l’unico fra i soggetti interessati a possedere un impero commerciale: alberghi, ristoranti, cinema, teatri, librerie, negozi.

Un po’ ovunque, come a piazza Farnese, le chiese si svuotano ma gli hotel religiosi si riempiono. Le ragioni non mancano: sono belli, ben gestiti, concorrenziali nei prezzi e possono far leva su una capillare rete di propaganda. La chiesa cattolica è oggi uno dei più potenti broker nel turismo mondiale, primo settore per crescita dell’economia. Si calcola che gestisca quaranta milioni di presenze all’anno per l’Italia e verso luoghi di culto (Lourdes, Fatima, Czestochowa, Medjugorije…). Si capisce che la Cei di Ruini si sia mossa contro la “folle sentenza”, “fonte di danni incalcolabili”. Fino a ottenere dal governo Berlusconi il colpo di spugna per decreto. Un decreto che rovesciava la Cassazione e ripristinava l’esenzione totale dall’Ici per le proprietà ecclesiastiche, “a prescindere” da ogni eventuale uso commerciale.
Con Prodi cambiano le parole ma non i fatti. Con un cavillo inserito nei decreti Bersani, vengono esentati dall’Ici gli immobili che abbiano uso “non esclusivamente commerciale”. In pratica, secondo l’Anci, significa che “il 90-95 per cento delle proprietà ecclesiastiche continua a non pagare”. In termini giuridici il “non esclusivamente commerciale” rappresenta una sciocchezza.
QUI NESSUNO PRETENDE L’ICI SUL PICCOLO BAR DELL’ORATORIO MA ALMENO E’ DOVEROSO CHE LA PAGHINO GLI ESERCIZI COMMERCIALI IN PIENA CONCORRENZA CON QUELLI LAICI (CHE DI CERTONO DEVONO PAGARE L’ICI!)


Numeri poco santi (1): l’ora di religione

Ottobre 26, 2007
“Finiamola”. Con questo invito che ricorda un ordine il Cardinal Segretario di Stato della Santa Sede, Tarcisio Bertone ha preso ieri pubblicamente posizione contro l’inchiesta di Repubblica sul costo della Chiesa per i contribuenti italiani, firmata da Curzio Maltese.
NELLA SPAGNA DI ZAPATERO: Istituite dal Governo dal prossimo anno due ore di educazione civica obbligatoria, chiamata Cittadinanza e Diritti Umani, in ogni ordine d’ insegnamento. Durissima la protesta dei vescovi, che hanno parlato di “catechismo socialista”. Zapatero risponde che l’educazione civica non è né può essere in competizione con l’ora facoltativa di religioni (cattolica,ebraica…) e ha aggiunto di voler confermare i tagli ai finanziamenti delle scuole private cattoliche e non come prevede la Cosituzione Spagnola.
IN ITALIA: nelle scuole italiane, più devastate dal bullismo di quelle spagnole, l’ora di educazione civica è abolita nelle scuole primarie e quasi inesistente nelle superiori. Lo Stato in compenso si preoccupa di tutelare il più possibile l’ora di religione, al singolare: cattolica. Quanto ai finanziamenti alle scuole private cattoliche, in teoria vietati dall’articolo 33 della Costituzione il governo con Fioroni sta battendo i record del Governo Berlusconi. L’ora facoltativa di religione costa ai contribuenti italiani circa un miliardo di euro all’anno. A parità di prestazioni, gli insegnanti di religione guadagnano infatti più dei colleghi delle materie obbligatorie. L’ora di religione è un insegnamento facoltativo e come tale non dovrebbe prevedere docenti di ruolo. Per giunta, gli insegnanti di religione sono scelti dai vescovi e non dallo Stato. Proteste durissime arrivano dagli insegnanti delle altre materie. Il cardinale Martini aveva dichiarato che l’ora di religione delle scuole italiane doveva ritenersi inutile o anche “offensiva”, raccomandando di raddoppiarla e farne una materia seria di studio oppure lasciar perdere.

Anno Zero: A Viso Aperto

Ottobre 25, 2007
DE MAGISTRIS - FORLEO - INGROIA
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Giovedì 25 ottobre - Finalmente sentiremo il PM Luigi De Magistris che interverrà ad Anno Zero di Michele Santoro. Non so se il magistrato calabrese stia sbagliando ad andare in televisione ma di sicuro il suo caso è un qualcosa di veramente nuovo nel panorama italiano. Una mobilitazione popolare per un procuratore [ ancora vivo ! ] di queste proporzioni in Italia difficilmente si ricorda. Forse non è mai accaduta. Di certo De Magistris sarà accusato di troppa presenza in video dopo la puntata di stasera. Vedremo! Ospiti anche gli altri due magistrati Clementina Forleo e Antonio Ingroia, due persone di certo armati di attributi… Puntata da non perdere.

Sempre a galla

Ottobre 23, 2007
Il governo resta ancora alla guida della nostra Repubblica, una repubblica sempre più delle banane. Tra Mastella e Di Pietro sembra pace precaria. Prodi conferma la fiducia a Mastella che aveva minacciato la crisi e l’emergenza rientra. Di Pietro annulla il corteo sulla giustizia. Al Senato respinte per un voto pregiudiziali e sospensiva alla Finanziaria. Alle tensioni scoppiate tra Mastella e Di Pietro, Romano Prodi risponde riaffermando: fiducia nelle politiche della giustizia; condivisione dell’appello di ieri del Capo dello Stato; rispetto e fiducia per la magistratura e per la sua autonomia. Ma i toni tra i due ministri rimangono accesi. E in Cdm, all’ex magistrato di mani pulite, Mastella non l’avrebbe mandata a dire: «con Di Pietro non voglio nessun punto di incontro. La mia dirittura morale è tale che con te con voglio avere niente a che spartire, nè oggi nè in futuro».
INSOMMA SIAMO ALLE SOLITE. SI VINCE PER UN VOTO,O DUE, AL SENATO, TUTTI CHE LITIGANO MA ALLO STESSO TEMPO TEMONO PER LA PROPRIA POLTRONA… FANNO QUINDI PACE PER IL BENE DEL PAESE (COSI’ VIENE CHIAMATO ORA IL PROPRIO PORTAFOGLIO) E ALL’ESTERO ORMAI SIAMO DIVENTATI UN CABARET ISTITUZIONALE. QUESTA E’ L’ITALIA !

In attesa …

Ottobre 23, 2007



Forattini 2007
Questo blog è per la Caduta del Governo Prodi.

Il Consiglio dei Ministri sarà alle 16.00 di questo pomeriggio e seguiranno conseguenze più o meno drammatiche. Faranno di tutto per restare attaccati alle poltrone e troveranno l’accordo. Tutti chiedono elezioni. Se cade prodi torna la paura dei 5 anni berlusconiani. Chi è stato peggiore fra i 2? Difficile dirlo. Avrei risposto fino a un anno fa sicuramente Berlusconi. Ora direi il Governo Prodi con l’indulto il controllo della guardia di finanza e della magistratura, l’occupazione di tutte le cariche istituzionali.

The end: La fine dell’Italia e della magistratura

Ottobre 21, 2007
Una volta insegnavano a scuola e all’università che ci sono 3 poteri secondo la costituzione. Uno di questi è il potere giudiziario indipendente dagli altri. Ora dovranno cambiare i libri. Il procuratore generale facente funzioni di Catanzaro ha tolto l’indagine “Why Not” al Pm Luigi De Magistris che vede indagato il ministro Mastella e una marea di politici e signorotti del sud che intercettavano fondi comunitari per poi usarli loro stessi.
ECCO L’INTERVISTA A LUIGI DE MAGISTRIS:
Che costa sta accadendo dottor De Magistris? “Il dato è quello dell’impossibilità materiale di svolgere il proprio ruolo. Se è vero, se è vero perché io non ho ancora ricevuto alcuna notifica, ci avviamo al crollo dello stato di diritto. E un altro punto nevralgico è quello dell’articolo 3 della Costituzione che qui si sta mettendo in gioco: i cittadini italiani sono tutti uguali davanti alla legge?”
Tutti i cittadini italiani sono uguali davanti alla legge? “Se uno arresta chi fa la tratta di esseri umani o i trafficanti di droga gli arrivano i telegrammi e gli applausi, gli dicono che è il magistrato più bravo d’Italia. Ma poi viene cacciato quando indaga sulla pubblica amministrazione. Cosa significa allora? A questo punto la partita non può essere più - visto che il tema è così alto - trasferite o non trasferite De Magistris. Io pongo un altro problema: un magistrato così può rimanere in magistratura. E io, così lo so fare il magistrato, anche se mi mandano a Bolzano o a Novara o a Cagliari. Questo è il tema che è in gioco nel Paese: se un magistrato può continuare a indagare su tutti i cittadino o no”.
Lei cosa sa di questa avocazione? “Di ufficiale nulla. Ma se la ragione è quella sull’omessa astensione nel conflitto con il ministro, questo è un fatto senza precedenti. In questo caso la magistratura, intesa come potere diffuso sul territorio, perde completamente la sua autonomia”.
Si sentirebbe allora in grado di affermare che c’è stata una forzatura nei suoi confronti? In queste ore mi sono fatto una domanda: come è che la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Mastella, una notizia così riservata, è uscita su Libero? Io credo che faccia parte di una vera strategia della tensione. Prima la fuga di notizie su Prodi, poi la revoca delle indagini, poi l’articolo di Libero che è servito a scatenare un processo mediatico per arrivare all’avocazione. Senza questa fuga di notizie su Mastella, non sarebbe accaduto tutto questo. E poi il procuratore generale non potrebbe sapere della notizia di Mastella, è vietato dalla legge. Di quella iscrizione lo può sapere il procuratore della repubblica, il procuratore aggiunto. Il procuratore generale non può conoscere le indagini. E la velocità del suo provvedimento mi ha lasciato esterrefatto”.
De Magistris, cosa farà adesso? “Scriverò a chi di dovere, questa avocazione è un ulteriore tassello di ciò che mi sta accadendo da tre anni a questa parte”. Si rivolgerà al Csm? Denuncerà tutto a un’altra procura? “Investirò più di un’autorità. Indagavo su un sistema di potere e mi hanno spogliato di tutte le inchieste”.
Ci spieghi meglio.. “Il segnale che hanno lanciato è molto chiaro: la magistratura non può più indagare in alcune direzioni. Questo è evidente. Poi è anche la conferma di come una parte del potere giudiziario sta dentro il sistema. Una parte della magistratura è funzionale a certi sistemi oggetto di investigazioni, è fondamentale capire questo. Ecco perché si pone in discussione l’agibilità democratica all’interno della magistratura. Da un lato c’è un ritorno alla magistratura degli Anni Trenta, con segni sintomatici di quel periodo del prefascismo e del fascismo.
L’iscrizione del ministro Mastella può aver accelerato l’avocazione dell’altra sua inchiesta? “Sta nei fatti mi pare. Poi parleranno le carte, ma mi pare assolutamente verosimile”.
C’è, come dire, una tempistica ritorsiva?
io stavo facendo un percorso di indagine molto lineare e all’improvviso si inserisce una richiesta di trasferimento del ministro che poi - sembrerebbe - è stata utilizzata per dire tu ti dovevi astenere perché c’era la richiesta di trasferimento. Quindi arriviamo al punto che si equipara una richiesta di trasferimento d’ufficio con un atto istituzionale a una specie di denuncia presentata da un indagato. C’è inimicizia, devi astenerti. Una cosa veramente incredibile. E’ senza precedenti. Che cosa dovevo fare di fronte a quella richiesta? Dovevo fermarmi, dovevo chiudere le mie indagini? La logica era quella: io dovevo fermare le mie indagini in quella direzione”.
O girare le spalle, far finta di non vedere… “Voglio dire un’altra cosa sul messaggio che stanno mandando. Se io dovessi essere trasferito il magistrato che mi verrà a sostituire cosa farà, come si comporterà? Sa già che, se dovesse seguire le mie orme, andrebbe incontro a un provvedimento disciplinare. Cosa altro deve pensare? O mi fermo o mi tolgono l’indagine. Ecco perché parlo di fine di autonomia e dell’indipendenza della magistratura.
Come si sente davvero, cosa prova dentro nel momento che deve lasciare le sue inchieste? “In una regione che ha decine e decine di magistrati che si trovano in una situazione di opacità assoluta, si va a colpire con tutti i mezzi chi sta cercando di fare un po’ di chiarezza sul fiume di finanziamenti pubblici che sono arrivati… “. (fonte:repubblica)

Mastella indagato /2

Ottobre 20, 2007

AFFARI E MASSONERIA: IL MINISTRO INDAGATO: ORA SI VOTI!

Il no comment è ufficiale. La conferma è ufficiosa. Clemente Mastella è indagato per abuso di ufficio e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete, dal sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris. Lo stesso per il quale, a settembre, il ministro della Giustizia ha chiesto al Csm il trasferimento cautelare urgente.

DICE MASTELLA: ” Io massone? Ignobile e ridicolo. Non sono mai stato iscritto a nessuna loggia, né in Italia né all’estero, e non ho mai partecipato a comitati d’affari o a singoli affari, come testimonia la mia trentennale vita pubblica e sono pronto a denunciare chiunque mi associ a fatti del genere». Più tardi, il leader dell’Udeur rassicura in Umbria gli uomini del suo partito: «Dovete solo stare tranquilli e siate orgogliosi di me perché sono una persona perbene e pulita».

DE MAGISTRIS NON LA PENSA COSI’: Lunedì 8 ottobre il pm è venuto a a Roma per presentarsi di fronte al «tribunale dei magistrati», la sezione disciplinare del Csm. E quando la decisione sul suo allontanamento è stata rinviata al 17 dicembre, è uscito da Palazzo de’ Marescialli dicendo che sarebbe tornato a lavorare «alacremente». Infatti, si è dedicato soprattutto all’inchiesta Why not, sul presunto Comitato d’affari tra politici, imprenditori e funzionari dei servizi segreti per ottenere finanziamenti pubblici dall’Ue.

E POI ANCORA MASTELLA: «Siamo per andare al voto in primavera. Prima ti togli il dente e meglio è, nell’interesse degli italiani», perché «la maggioranza quasi non c’è più» e ci avviamo «velocemente verso elezioni anticipate». Intanto, lui dovrebbe dimettersi per Francesco Storace. Michele Vietti dell’Udc (PARTITO CHE CONOSCE BENE LA MAGISTRATURA), dice che la Procura di Catanzaro farebbe bene ad evitare accelerazioni nelle indagini, visto che il Csm ne sta valutando la correttezza. Ma per il Verde Angelo Bonelli è Mastella che ha «inopportunamente» chiesto il trasferimento di De Magistris. (fonte: la stampa)

Mastella indagato

Ottobre 19, 2007
Il ministro della Giustizia Clemente Mastella, risulterebbe essere stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Catanzaro fin dallo scorso 14 ottobre nell’ambito dell’inchiesta ‘Why not’. “Apprendo da notizie giornalistiche che sono stato iscritto nel registro degli indagati della procura della Repubblica di Catanzaro. Se così è dichiaro di attendere serenamente gli sviluppi di questa situazione” commenta Mastella. La notizia era stata diffusa, stamattina, dal quotidiano Libero. La notizia non è stata però confermata dalla magistratura calabrese. L’inchiesta “Why not” è la stessa in cui risulta indagato il presidente del Consiglio Romano Prodi e che ha portato alla richiesta di azione disciplinare per il pubblico ministero che la coordina, il sostituto procuratore Luigi De Magistris.
STAREMO A VEDERE SE E’ VERA INTANTO LA NOTIZIA, E POI ANCHE SE LO FOSSE RICORDO CHE INDAGATO NON VUOL DIRE CONDANNATO. PER MOLTI SARA’ PURE SCONTATO MA E’ MEGLIO RIBADIRLO

Clementina Forleo e l’ipocrisia dei coleghi

Ottobre 18, 2007
Potete leggere nel post sotto la triste vicenda accaduta a Forleo e De Magistris. Ovvie le reazioni politiche e gli attestati di solidarietà ricevuti. Clementina però non ci sta e nonostante gli attestati di solidarietà che le sono piovuti da ogni dove per le minacce ricevute, da quelli pubblici delle più alte cariche dello Stato, alle e-mail di amici e colleghi che pure non erano stati teneri con lei, a un certo punto ha rilasciato alle agenzie una dichiarazione di quattro righe, sferzante come una scudisciata: «Respingo al mittente la solidarietà di taluni soggetti indirettamente responsabili del mio isolamento e di quel che mi sta accadendo».
RISULTA CHIARO CHE QUESTA VOLTA CLEMENTINA SI RIFERISCE NON AI POLITICI IN GENERALE MA AI SUOI STESSI COLLEGHI. COSA TEME MOLTO UN MAGISTRATO? SICURAMENTE LA DELEGITTIMAZIONE INTERNA , COSA BEN PIU’ GRAVE DELLO SCONTRO CON LE ISTITUZIONI POLITICHE.
Non ha paura Clementina Forleo ma certo non dimentica. Nemmeno le telefonate e le lettere minatorie ricevute l’anno scorso, quando era il gip dell’inchiesta Antonveneta, in un crescendo di avvertimenti che colpirono anche i suoi genitori (con telefonate notturne quotidiane), morti poi in un incidente automobilistico in Puglia nel quale il suo attuale marito si salvò per miracolo. Un mese prima di quella tragedia le arrivarono lettere in cui si annunciava proprio la morte dei suoi parenti. Circostanza che lo stesso giudice di Bari ha preso seriamente in considerazione chiedendo che il pm incaricato delle indagini acquisisse almeno i tabulati di quelle telefonate.

Buste con proiettile a De Magistris e Forleo

Ottobre 17, 2007
Una busta contenente un proiettile ed un messaggio intimidatorio è arrivata al pm di Catanzaro Luigi de Magistris. In giornata, un’altra analoga è stata recapitata al gip di Milano Clementina Forleo. Il plico, spedito da Bologna, è stato aperto ieri sera dallo stesso magistrato calabrese nel suo ufficio. Oltre al proiettile, c’era dentro un foglio, sul quale era stata disegnata una stella a cinque punte, recante la scritta: “Il prossimo è per te”. Una busta simile, con proiettile e messaggio intimidatorio, è arrivata anche a Milano a Clementina Forleo. La ha aperta lei stessa nel pomeriggio mentre si trovava nel suo ufficio al Palazzo di Giustizia di Milano.
ENTRAMBI I PERSONAGGI SONO ALLA RIBALTA NEGLI ULTIMI MESI. TUTTI E DUE IN INCHIESTE DA PRIMA PAGINA. SPERIAMO CHE SIA SOLO IL GESTO DI UN PAZZOIDE. IL MINISTRO MASTELLA, DI CERTO NON AMICO DI DE MAGISTRIS, HA ESPRESSO LA SUA SOLIDARIETA’.

Istruzioni per comprare una banca

Ottobre 16, 2007

di Marco Travaglio.


Alcamo: a 16 anni si muore in strada!

Ottobre 16, 2007
Alcamo (Trapani): Ieri sera un giovane alcamese di sedici anni ha perso la vita in un incidente stradale accaduto in viale Europa, una delle stradi principali della città sottoposta a numerosi lavori già da fine estate. Il ragazzo, Elio Bartolotta, era alla guida di uno scooter che si è schiantato contro un camioncino. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo avrebbe perso il controllo del mezzo. L’altro ragazzo che era con lui in motorino si è salvato.
Alla famiglia Bartolotta e a suo fratello Andrea (di cui sono amico) porgo le mie più sentite condoglianze.

Il PD dei dubbi

Ottobre 14, 2007
Con le primarie di domenica 14 ottobre nasce il Partito Democratico o almeno un qualcosa legato ad esso. Si voterà dalle 7.00 alle 20.00 in tantissimi stand sparsi per tutta Italia e per la prima volta anche i 16enni potranno scegliere il leader e la classe dirigente del futuro partito. Prezzo = 1 euro, dopo le lotte che ci sono state negli ultimi mesi sul cash da far pagare. Le schede saranno due, una per l’Assemblea Costituente Nazionale, l’altra per quella Regionale. Dopo la doverosa e breve introduzione informativa non posso però nascondere le mie perplessità. E’ bene precisare che il Partito democratico non nasce da una frattura sociale, o da un bisogno della società civile ma, appunto da un accordo fra partiti. Essendo Ds e Margherita i maggiori partiti della sinistra italiana, questo accordo potrebbe anche sembrare un’ottima operazione politica per diventare il primo partito italiano. Il problema però è l’irrobustita presenza di Forza Italia, che in questi mesi di Governo Prodi è sempre più forte. Sicuramente non per meriti di Berlusconi ma per demerito del centro sinistra. Si diceva qualche mese fa che il PD avrebbe lottato contro la tendenza italiana a costituire mille partitini. Morale della favola: Una marea di esponenti di DS e Margherita non convinti hanno fondato i loro partitini-famiglia. A molti infatti non va giù il “modus operandi” , le modalità, le fasi, questo modo di progettare da parte dei creatori del PD. Achille Occhetto, ad esempio, aveva proposto invano una costituente delle idee, che avviasse la stagione di un confronto culturale e programmatico aperto. Ovviamente non è stato così. Questo partito si basa sulla fretta. La fretta di dover andare presto alle elezioni. “Quanto potrà durare ancora Prodi?” Questa domanda sia i Ds che la Margherita se la sono posta quotidianamente nell’ultimo anno e mezzo. Un altro punto critico è lo stesso concetto di primarie. Primarie sicuramente un po’ anomale perché “non si voterà per il candidato premier ma per liste predisposte”. Quindi i manifesti con la scritta “Sono democratico perciò decido io” illudono forse la gente? Difficile rispondere. Sicuramente il Pd è strano. Di solito prima si crea il partito e poi si elegge il segretario e i dirigenti. Nel caso del PD avremo Veltroni già eletto, un piccolo manifesto che non è un programma politico e poi … E poi dipende da quello che accadrà. Di sicuro Prodi e Veltroni si punzecchiano già. Sembrano 2 i premier italiani. Solo pochi però hanno capito che sono già ex premier e futuro premier. Anche nei Tg vediamo sempre sia i commenti di Prodi che di Veltroni su tutte le tematiche.Veltroni propone la riduzione dei ministri, Prodi (impaurito) dice che va bene così. Veltroni allora chiede scusa perché ovviamente deve decidere Prodi e questi che dice che è ancora lui il presidente del consiglio. Altro punto critico: Letta e Bindi che fine faranno? Rosy Bindi sta riscuotendo un notevole successo perché al contrario di Veltroni sembra un po’ più decisa e non generalista come il favorito. Ovviamente il sindaco romano viaggia tranquillo dati gli appoggi di un certo prestigio, ma una domanda sorge spontanea: Come mai hanno convinto il ministro Bersani a ritirarsi dalla corsa alle primarie? Poteva dare fastidio a Walter?
Insomma la situazione è ingarbugliata. Di sicuro il centro destra viaggia con almeno un anno di ritardo. Fini lo ha già capito, Berlusconi lo hanno convinto da qualche mese, Casini aspetta Mastella e co. per fare il grande centro. I Socialisti si sono riuniti… Siamo alla svolta.