L’italia era in Iraq per proteggere l’ ENI
Febbraio 28, 2007
Un’inchiesta trasmessa da RaiNews24 sulla presenza italiana a Nassiriya e un dossier del governo italiano mostra come fu pianificata l’entrata in guerra contro l’Iraq a fianco degli Usa già 6 mesi prima dall’inizio per sfruttarne il petrolio. La presenza dei militari italiani a Nassiriya aveva come chiaro obiettivo quello di proteggere oleodotti e raffinerie di petrolio. Il giacimento di Nassiriya, il quinto in ordine di importanza in Iraq con riserve stimate tra i 2,5 i 4 miliardi di barili. Le immagini del reportage di RaiNew24 mostrano la raffineria di Nassiriya, e mostrano come i soldati italiani abbiano scortato migliaia di bidoni di petrolio e protetto zone ricche di giacimenti, anche giacimenti di uranio. Il confine di competenza italiana in Iraq comprende, guarda caso, proprio la raffineria di petrolio, il punto di stoccaggio e le paludi sotto cui risiedono i giacimenti petroliferi da sfruttare. Il reportage contiene:
- a Marco Calamai che denuncia la cattiva prassi degli americani di non coinvolgere gli iracheni nell’amministrazione “dal basso” della cosa pubblica.
- a Benito Li Vigni - ex dirigente Gruppo Eni che illustra l’enorme quantitativo potenziale di giacimenti petroliferi realmente presenti in Iraq (che l’Eni appurò essere superiori a quelli dell’Arabia Saudita); testimonia poi gli accordi tra Iraq ed Eni in merito ai giacimenti di Nassiriya risalenti agli anni ‘70 e segnala la strana coincidenza tra la presenza dei soldati italiani a Nassiriya e la presenza del giacimento petrolifero destinato all’Eni.
- a Claudio Gatti - corrispondente per il Sole24Ore, che racconta (fonti alla mano) perchè l’obiettivo dell’attentato di Nassiriya non fossero i carabinieri, ma piuttosto l’operatore economico presente in quella zona, ovvero l’Eni.
- a Elettra Deiana - parlamentare di RC che il 22 ottobre 2003 con altri parlamentari si recò in visita a Nassiriya incontrando l’ambasciatore italiano a Baghdad, che illustrò ai parlamentari circa la presenza militare italiana finalizzata agli affari del petrolio, in maniera diretta e addirittura “ovvia”.
Il reportage mostra anche un dossier del Ministero delle Attività Produttive (che il governo aveva precedentemente ufficialmente ignorato) risalente a 6 mesi prima dell’inizio della guerra.Tale dossier governativo indica il luogo migliore per una presenza italiana in Iraq e viene indicato proprio Nassiriya. Si parla del petrolio e di un affare da 300 miliardi di dollari. Nel dossier si descrive l’Iraq come una specie di eldorado e che “l’obiettivo del governo e delle istituzioni coinvolte è quello di mantenere l’Italia tra i 4 migliori fornitori dell’Iraq per il futuro”.Quando l’ENI si assumerà la responsabilità che le compete nei confronti delle famiglie che hanno perso un congiunto per sorvegliare i suoi barili di petrolio?
GUARDA L’INCHIESTA:
si aprirà in windows media player
link:www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/innomedelpetrolio.asp

Pubblicato da robertoscurto










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